RelAzioni di gratuità: i convegni al MV2017

Il pomeriggio del 15 dicembre ha visto l’inaugurazione della manifestazione. Sono intervenuti il rettore Antonio Felice Uricchio dell’Università di Bari il quale ha manifestato emozione ed entusiasmo per questo evento in Ateneo perché “i racconti, le testimonianze della società civile sono un modello formativo che arricchiscono l’Università”. “Formare uomini capaci di trasformare la società e la storia è possibile unendo saperi e valori. Chi si avvicina al volontariato può scoprire un’umanità diversa tesa alla costruzione di relazioni significative” ha aggiunto Rosa Franco presidente del Centro di servizio al volontariato San Nicola. È questo il focus del Meeting, capire il significato profondo della relazione a cui ha offerto il contributo anche don Vito Piccinonna direttore dell’Ufficio Caritas della diocesi Bari-Bitonto: Non possiamo limitarci ad avere pietà per il prossimo perché ci si limita agli aiuti umanitari. Noi dobbiamo allargare la nostra azione all’amore come azione solidale che genera reciprocità e legami”.

Nel pomeriggio diversi rappresentanti istituzionali hanno animato l’incontro “I Comuni incontrano il Volontariato” portando la propria esperienza di azioni di innovazione sociale. L’assessora alle Politiche sociali del Comune di Ruvo di Puglia Domenica Montaruli ha raccontato della rete Ruvo Solidale che comprende associazioni, imprese e istituzione comunale. La rete è nata dalla constatazione che spesso le azioni delle associazioni e delle istituzioni si sovrappongono e la mancanza di un coordinamento depotenzia l’operato di ciascuno che potrebbe fare molto di più in rete” afferma l’Assessora. Così anche l’intervento del sindaco di Santeramo in Colle Fabrizio Baldassarre che ha sottolineato come sia indispensabile dare valore e concretezza alla sussidiarietà: “A sosteniamo il coinvolgimento di tutti i soggetti d buona volontà che vogliono mettere a disposizione le propire competenze per il bene comune”. Infine l’assessore al Welfare del Comune di Putignano Gianluca Miano ha parlato dell’esperienza positiva che vede coinvolto l’assessorato e il Csv San Nicola: “Per il terzo anno abbiamo realizzato il corso in progettazione sociale perché per ben operare bisogna avere le competenze. Solo così la sussidiarietà circolare può realizzarsi compiutamente offrendo risultati apprezzabili per il territorio”.

Particolarmente interessante è stata la testimonianza di Sandra Gesualdi, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Don Milani in occasione dell’incontro “Dialoghi a 50 anni dalla Scuola di Don Milani sulla povertà educativa contemporanea”. “L’insegnamento di Don Milani – ha ricordato Gesualdi – è di mettere sempre in discussione il pensiero dominante e di reagire all’ingiustizia. C’è il primato della coscienza rispetto al rispetto alla legge. A Barbiana al centro della scuola c’era il ragazzo e i suoi bisogni, ma anche con la consapevolezza delle proprie competenze: i cittadini consapevoli sono coloro che mettono al servizio della comunità le proprie competenze. La condivisione dona un’energia pazzesca che permette di essere motori di cambiamento”. All’incontro è seguito lo spettacolo teatrale “Cammelli a Barbiana” – Don Lorenzo Milani e la sua scuola.

Nel primo convegno in programma per Sabato 16 dicembre “Sostenere e valorizzare relazioni di gratuità: Il nuovo codice del terzo settore, uno strumento adeguato?” Monica Poletto, presidente della CDO Opere Sociali, e Roberto Museo, direttore del CSV Net hanno analizzato le prospettive positive e le criticità di questa legge di riforma del terzo settore. La Poletto ha sottolineato il bisogno da parte delle associazioni di chiedersi nell’ambito del Terzo Settore quale è l’attività prevalente rispetto al proprio scopo. Il tratto saliente della legge infatti è la codifica delle attività. Noi stiamo chiedendo che la strumentalità rispetto allo scopo sia autondefinita dalla stessa associazione, altrimenti potrebbe diventare una gabbia per la creatività del terzo settore. Il timore è che siamo in attesa di alcuni provvedimenti e stiamo entrando in una fase elettorale: non è il momento ideale per stabilire delle regole”.
Di grande rilievo è l’impulso che la legge dà agli enti pubblici al fine di sostenere il volontariato soprattutto tra i giovani. “Le università potranno prevedere crediti formativi per attività che saranno certificate – chiarisce Museo –. L’unione europea ha inserito l’attività di volontariato nel curriculum europeo come elemento fondante del percorso formativo. Stessa cosa per il riconoscimento in ambito scolastico e lavorativo delle competenze acquisito nell’ambito dello svolgimento di percorsi di volontariato. Potrebbero per esempio rappresentare punteggi aggiuntivi nell’ambito di concorsi pubblici”.

Benedetto Gui, professore di Economia Politica – Istituto Universitario Santa Sophia- Loppiano di Firenze ha proposto un argomento poco esplorato ma di notevole interesse: “Stimare relazioni di gratuità: “il valore economico delle relazioni di gratuità”. “È possibile portare la gratuità nel cuore dell’economia” ha dichiarato Gui. Sembrerebbe un ossimoro, ma sono tanti i modi in cui il valore si manifesta non in beni materiali, ma immateriali. “Un’impresa – ha spiegato il professore – è tesa alla produzione di beni che possono passare anche dall’inclusione lavorativa delle persone economicamente svantaggiate, dall’inclusione produttiva, dalla trasformazione dei rapporti economici in rapporti pienamente umani, dalla creazione di un ambiente lavorativo accogliente, dall’instaurazione di rapporti sani con i lavoratori, i clienti e i concorrenti. Tante aziende perseguono questi obiettivi e producono vero valore”

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