sabato 22 Costruttori del bene comune Eventi
Presentazione della mostra "La Dimora possibile"
ore 12:30 Sala Biancospino PAD. 10La mostra organizzata dall'associazione "Famiglie per l'Accoglienza" documenta, attraverso 38 pannelli illustrati e commentati, l'esperienza di 3000 famiglie italiane, spagnole e svizzere che praticano l'accoglienza familiare come strumento di condivisione che abbraccia ogni forma di debolezza in cui vive la società odierna. All'origine di questo abbraccio c'è la certezza di essere amati. Le famiglie dell'associazione raccontano le loro storie di adozione, di affido, di accoglienza di giovani in difficoltà, adulti con problemi e di persone che assistono fuori sede familiari gravemente malati, ragazze madri, anziani, studenti.
Presentazione mostra a cura di Massimo Sabbatucci, Referente Regionale Associazione "Famiglie per l'Accoglienza".
Presentazione della mostra "Children No More"
ore 14:30 Area Poster PAD. 10140 tavole illustrate con la tecnica del fumetto da altrettanti autori nazionali e internazionali compongono la mostra ideata dall'associazione "Karibu Onlus" per sensibilizzare l'opinione pubblica su una delle piaghe sociali più deplorevoli del nostro tempo, la violenza sui minori. Un'occasione per dar voce ai bambini con un mezzo di comunicazione in cui possano riconoscersi e attraverso cui possano imparare a riconoscere il pericolo. Le violenze raccontate: l'abuso sui minori - in ogni forma e località del mondo - attraverso la violenza domestica, la pedofilia, lo sfruttamento del lavoro e della prostituzione minorile, il turismo sessuale, il traffico d'organi, il condizionamento psicologico dei mass media, l'impiego nei conflitti armati.
Presentazione della mostra a cura di Pasquale Giuliani, Vicepresidente Associazione "Karibu Onlus" di Bari.
Radiodervish presenta "L'immagine di te"
ore 20:30 Palco centrale PAD. 09Il nuovo album "L'immagine di te" racchiude canzoni che parlano d'amore e di vita, costruite su melodie di presa immediata e arrangiamenti che guardano indietro liberamente, ricomponendo una memoria personale e generazionale che si nutre dei ritmi regolari della disco music anni Settanta e del Battiato pop dei primi anni Ottanta, dell'onda araba del raΪ e delle tastierine giocattolo dell'elettronica povera, come dei nuovi ritmi sintetici dell'Europa meticcia che hanno cominciato a prendere forma nell'Inghilterra degli anni Novanta. La differenza culturale che segna le origini personali dei musicisti dà vita a canzoni che sono intese come piccoli laboratori all'interno dei quali si svelano varchi e passaggi tra Oriente ed Occidente, le cui tracce sono i simboli e i miti delle culture del Mediterraneo, luogo di confine che unifica nel momento stesso in cui separa.
