Sabato 3 - Programma
Riscoprire l'ideale per vivere il reale
ore 10:00 - sala Leccio | padiglione 10
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Programma •
Locandina
partecipano:
- Paolo Ponzio, Docente di Storia della Filosofia - Università degli Studi di Bari
- Rosa Franco, Presidente Centro di Servizio al Volontariato "San Nicola"
Quale opera non ha all’origine la passione per un ideale? L’ideale non è soltanto lo scopo ultimo, quasi irraggiungibile, a cui tendere: è già presente nell’esigenza di significato che avvertiamo quando, interpellati da un bisogno, ci muoviamo a cercare una risposta. L’ideale è dentro il reale, e vale la pena riscoprirlo non perché lo abbiamo perso, come quando si dice che abbiamo perso i valori, ma perché l’avventura delle nostre opere sia sempre più ragionevole e appassionata.
Saluto delle autorità
ore 11:30 - sala Leccio | padiglione 10
Appassionati allo scopo
ore 16:00 - sala Leccio | padiglione 10
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Programma •
Locandina
partecipano:
- Enrico Tiozzo Bon, Presidente Federazione dei Centri di Solidarietà
- Gianni Macina, Presidente Associazione Incontra - Bari
modera:
- Rosanna Lallone, Componente Comitato Scientifico CSV "San Nicola"
Se appassionati all’ideale, si è veramente appassionati all’opera che si fa. La compassione, il patire con, nasce infatti da una passione per l’altro uomo in virtù del riconoscimento che l’ideale è l’esigenza di entrambi per vivere. Il tentativo di risolvere le varie forme di povertà, oggi sempre più gravi, può allora non essere mero assistenzialismo e fiorire invece nella scommessa che ogni persona, se accolta e sostenuta, possa ridiventare protagonista della sua vita.
Liberi dall'esito
ore 18:00 - sala Leccio | padiglione 10
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Programma •
Locandina
partecipano:
- Luciano Riboldi, Presidente Fondazione Maddalena Grassi - Milano
- Teodora Ranieri, Presidente Associazione Viviamo in Positivo - Bari
modera:
- Roberto D'Addabbo, Coordinatore Area Consulenza CSV "San Nicola"
Sembrerebbe il contrario della passione allo scopo ed è invece la sua conseguenza. Sappiamo che l’opera non può essere un progetto imposto sull’altro, la pretesa di un suo cambiamento, tantomeno la pianificazione – come vorrebbe la mentalità dominante – di un risultato quantificabile. Ci sono volontari che più chiaramente di altri per le circostanze in cui operano testimoniano il perché, se mossi dall’ideale, non si è sconfitti, neanche di fronte a circostanze che si sarebbe normalmente portati a definire senza speranza.
