Domenica 4 - Programma

Educati al dono di sé...

ore 10:00 - sala Leccio | padiglione 10
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partecipano:

  • Mariella Moraglia, Presidente Provinciale Gruppi di Volontariato Vincenziano - Puglia
  • Giambattista Formica, Associazione Centro Culturale di Bari

modera:

  • Giovanni Montanaro, Coordinatore Area Formazione Centro di Servizio al Volontariato “San Nicola”

Il dono è innanzitutto qualcosa che si è ricevuto. Educati al dono di sé, cioè essere continuamente in rapporto con l’origine della propria opera, con qualcuno che per primo si è donato e che ha acceso in noi la passione per l’ideale. Le nostre opere educano, generano cultura, quanto più in esse traspare questa origine, quest’amicizia.

 

Santa Messa

ore 12:00 - sala Leccio | padiglione 10

 

Mossi alla responsabilità...

ore 16:00 - sala Leccio | padiglione 10
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partecipano:

  • Marie Therèse Mukamitsindo, Presidente Cooperativa Karibu - Latina
  • Don Gianni De Robertis, Direttore Ufficio Migrantes Arcidiocesi Bari-Bitonto

modera:

  • Paolo Ponzio, Presidente Comitato Scientifico Centro di Servizio al Volontariato “San Nicola”

L’ideale potenzia la capacità di rispondere. C’è chi di fronte alle urgenze, come l’arrivo delle migliaia di immigrati nella nostra terra, si sente immediatamente interpellato, responsabile appunto. Prima di qualsiasi discorso politico o sociologico e senza la pretesa di poter rispondere esaurientemente alla povertà, al disagio, alla speranza di tanti uomini e donne, risponde però al primo bisogno dell’uomo, quello di essere accolto.

 

Un'amicizia in cammino...

ore 18:00 - sala Leccio | padiglione 10
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partecipano:

  • Angel Misut, Associazione San Ricardo Pampuri - Fuenlabrada
  • Giorgio Capitanio, Fondazione AVSI - Cesena

modera:

  • Guido Boldrin, Componente Comitato Scientifico Centro di Servizio al Volontariato “San Nicola”

conclusioni:

  • Rosa Franco, Presidente Centro di Servizio al Volontariato “San Nicola”

L’amicizia non scatta per la comunanza di ambiti di intervento o per la necessità di alleanze costruite a tavolino. Solo nell’approfondirsi della nostra esperienza, nella continua riscoperta dell’ideale appunto, accade di scoprirsi amici di altri in cammino con noi. L’opera, allora, non è una dimensione chiusa ma una possibilità di cambiamento per ciascuno di noi e per tutti quelli che incontriamo.