I focus group al MV2017

Nell’ambito del Meeting del Volontariato non poteva non essere affrontato il tema “Salute e mondo della sanità”, particolarmente avvertito dalle associazioni che si occupano delle disabilità in tutte le sue forme. Significativo l’intervento di Vito Montanaro, direttore generale della ASL di Bari, il quale ha spiegato che “attraverso l’interlocuzione con tutti possiamo comprendere il disagio. Abbiamo la disponibilità ad accogliere e raccogliere tutte le riflessioni perché si possano suggerire dei cambiamenti nelle norme, che vanno contestate nelle sedi opportune, soprattutto in un periodo pre elettorale in cui le manifestazioni di dissenso rischiano di essere strumentalizzate”.

E’ stato partecipato da molti giovani il focus “Servizio Civile Volontario e Servizio Civile Universale”. Raffaele De Cicco, già Dirigente Servizio Civile Nazionale, ha animato la sala “senza tradire il paradigma originario della difesa della patria, il servizio civile universale pone al centro della riforma i giovani, offrendo delle chance in più per il loro futuro. Una scelta coraggiosa effettuata nella consapevolezza che, se si lacera il rapporto tra i giovani e le istituzioni democratiche, il paese non ha un futuro con il quale potersi misurare”.

Interessanti i focus group di sabato pomeriggio. Nel primo “Povertà e Solidarietà” Giorgio Casagranda, vicepresidente dell’Associazione Trentino Solidale Onlus di Trento, ha raccontato l’esperienza associativa che ha portato alla costruzione di una grande rete che va incontro ai bisogni alimentari e non di tutta le regione. “Pensionati, lavoratori, carcerati che prestano servizi di pubblica utilità, studenti “sospesi” e destinati al volontariato, stagisti in alternanza scuola/lavoro e tanti altri sono le energie che permettono a questo progetto di sostegno ai bisognosi e di lotta allo spreco alimentare di vivere” spiega il presidente. Sulla stessa scia la storia a noi più vicina dell’associazione Doniamoci un sorriso di Molfetta che ha dato avvio di recente all’esperimento del Supermarket Solidale, di cui ha parlato Mauro Leonardo De Pinto.

In contemporanea il focus “Disabilità ed Integrazione”. Claudio Natale, funzionario della Regione Puglia Assessorato al Welfare, ha riportato alcuni dati allarmanti e le azioni agite dalla Regione: “In Puglia noi stimiamo, in quanto non esistono dati certi, tra i 200 e i 250mila di persone con disabilità, cui si aggiungono gli anziani non autosufficienti. Lo scenario è molto ampio e coinvolge una fetta di popolazione numerosa che in futuro a causa della piramide demografica avrà sempre più bisogno di supporto. Il tema della povertà va spesso di pari passo con quello della disabilità. Reddito di cittadinanza e reddito di dignità sono temi che balzano all’attenzione ora perché si sta raggiungendo l’apice di questo fenomeno. Una famiglia su quattro in Puglia è in condizioni di povertà estrema”. Sono tanti i problemi che devono affrontare le famiglie, come hanno testimoniato Leonardo Mancini, presidente associazione Pegaso e Clelia Antonia Quaranta, presidente dell’associazione Sideris, soprattutto legati al Dopo di Noi, i quali stanno già operando per porre le basi per una vita dignitosa e autonoma dei propri figli disabili.

Quali le nuove frontiere dell’immigrazione? Se ne è parlato nel focus group di domenica mattina “Immigrazione ed Accoglienza”. Elena Carletti dell’Università degli Studi di Bari ha sottolineato che L’accoglienza oggi deve andare oltre il primo intervento e l’assistenzialismo, ma “deve offrire una risposta ai bisogni sociali dei migranti. È una sfida che richiede una cooperazione a più livelli tra tutti gli attori della comunità” ha concluso Goretti. E di questo bisogno di vera accoglienza hanno dato testimonianza alcuni giovani immigrati della Casa Accoglienza Santa Maria Goretti di Andria.

Infine, il focus “Cultura ed Educazione” al quale ha offerto un significativo contributo Maria Luisa De Natale, professore ordinario di Pedagogia generale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano la quale ha sottolineato l’elemento distintivo dell’educazione che non è essere educati. “Educare significa portare qualcuno a scegliere la direzione e il senso della propria vita in modo libero e consapevole e responsabile” spiega De Natale. “L’educazione fa sempre riferimento ad una relazione tra due persone. Non ci si può educare attraverso una macchina. Io posso imparare nella relazione con un computer. In quanto relazione, l’educazione è una dimensione della vita che riguarda tutti sempre” ha concluso la professoressa. È di relazione ha parlato anche Luigi Ricciardi, docente di Storia e Filosofia, raccontando l’esperienza del Centro di aiuto allo studio Portofranco. “Che cosa è possibile fare di fronte a questo bisogno che porta alla dispersione scolastica e poi anche a fenomeni delinquenziali? Si tratta di incontrare i ragazzi e non ridurli al loro problema. Non si tratta di fare il supermercato delle soluzioni. Ogni singolo ragazzo è un caso a sé e va accolto nella sua totalità” ha spiegato il docente.

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